I Difetti di un Vino
Quali sono e come riconoscerli

Curiosità sul Vino 04 gen 2021

Quando dobbiamo stappare un’elegante bottiglia di vino in compagnia, ci assale sempre un dubbio atroce, sarà buona o avrà qualche difetto di “fabbrica” o alterazione dovuta ad una non corretta conservazione? Se non siamo poi degli intenditori non sapremo riconoscere nemmeno a colpo se il vino in questione è alterato oppure è bevibile.

Ecco dunque di seguito una breve guida su tutti i difetti di un vino e come riconoscerli.

Come abbiamo accennato i difetti di un vino sono causati da una serie di elementi diversi che hanno a che fare con la sua produzione all’origine, quindi il vino esce già difettato dalla produzione, o nel corso del tempo, per causa del tappo, della non corretta conservazione, dell’alterazione della bevanda dovuta ad agenti esterni come l’ossidazione.

L’ossidazione
Uno dei difetti più comuni del vino è l’ossidazione che avviene quando il vino è esposto eccessivamente al contatto con l’aria che ne determina l’ossigenazione, alterando significativamente le componenti organolettiche del vino e compromettendo quindi il suo originale equilibrio aromatico e gustativo.

Sebbene a volte, per quanto riguarda i vini molto invecchiati un po' di ossigenazione è necessaria (per questo rossi importanti vengono stappati e decantati in una caraffa molto prima di essere consumati), il più delle volte l’ossidazione è negativa poiché altera completamente il vino.

I casi più comuni di ossidazione sono dovuti a eccessivo ossigeno che entra nella bottiglia a causa di tappi fallati, chiusure fallate delle bottiglie, esposizione a fonti di calore eccessive o eccessive fonti di luce.

Odore di tappo
Altro difetto tra i più comuni in una bottiglia è l’odore nonché sapore “di tappo” di sughero, cosa che conferisce al vino un gusto davvero improponibile e fastidioso e lo relega per sempre al “non bevibile”.

Erroneamente immaginiamo che l’odore di tappo si trasferisce se lo stesso sta a contatto con il vino all’interno della bottiglia, ma in realtà non è così: infatti per una corretta conservazione la bottiglia deve essere stoccata distesa, proprio perché il liquido al suo interno deve stare a contatto con il tappo che espandendosi e aderendo bene al collo della bottiglia evita di far entrare eccessiva aria che potrebbe compromettere il vino.

Allora si capisce che in realtà l’odore e sapore di tappo viene trasferito quando c’è un difetto all’origine del tappo stesso, come una partita di produzione di tappi fallati, o deteriorati nel corso del tempo a causa di agenti esterni (batteri, muffe, ecc.) è questo che trasferisce il fastidioso connotato al sapor di sughero.

Muffe e batteri vari

Bisogna ricordare che il vino è un composto vivo, che si ottiene attraverso processi di fermentazione vari (malolattica e acetica) e aggiunta di lieviti naturali e artificiali. Tutto ciò è dunque da considerare un’evoluzione organica della bevanda che spesso potrebbe assumere anche delle alterazioni a causa di muffe e batteri che possono proliferare indisturbati durante la fermentazione ma anche dopo mentre il vino riposa durante l’affinamento.

Tali elementi possono trasmettere al vino un odore di stallatico e di fumo e formaggio rendendolo di fatto imbevibile.

Composti sulfurei mercaptani

L’aggiunta di solfiti vari è un’operazione usuale per legge per quanto riguarda la vinificazione e successive fasi di affinamento, ma a volte può capitare che alcuni composti sulfurei denominati mercaptani si trovino in quantità superiore al dovuto e possano trasmettere al vino orribili odori non gradevoli, come quello di uova marce. Quando queste modifiche organolettiche avvengono si sentono molto dettagliatamente ad una prima osservazione odorosa del vino, cosa che lo farà annoverare tra gli imbevibili.

Altri elementi come fermentazioni secondarie non dovute possono alterare le qualità organolettiche di un vino, per riconoscerle la prova del nove è sempre la stessa:

• Stappare il vino

• Odorare il tappo

• Versare il vino in un calice

Osservare la colorazione del vino

• Ruotare il calice e odorare il vino


Se riuscite a captare tutti questi elementi che abbiamo brevemente descritto sopra, sicuramente il vostro vino non è da bere. Attenzione alle qualità positive invece, che a volte possono confondersi con elementi sgradevoli, ma che in realtà sono connotati organolettici di un determinato tipo di vino.

E alla salute!



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